Sotto il gioco della guerra, 2025
L’immagine centrale di questo progetto è una fotografia potente che ritrae una ragazza dai lunghi capelli, avvolta in un silenzio inquietante, indossando una maschera antigas. Il soggetto, racconta storie di un’innocenza minacciata, testimoniando la vulnerabilità di una generazione che vive sotto l’ombra del conflitto. Il bosco in bianco e nero, rappresentato dietro di lei, simboleggia la bellezza della natura e la serenità che il mondo può offrire, ora messa a repentaglio dalla guerra. L’assenza di colore in questo elemento sottolinea una realtà grigia, priva di vita e speranza. L’elemento della bomba atomica, che si ripete in modo inquietante, funge da monito riguardo alle conseguenze devastanti che i conflitti possono infliggere sull’umanità e sull’ambiente. La sua presenza ripetitiva rappresenta la paura persistente e l’inevitabilità di una storia che si ripete, se non si prendono misure per prevenire la guerra. Questo progetto mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della pace e della denuncia contro gli orrori della guerra. Attraverso l’arte, desidero stimolare una riflessione profonda e un dialogo sulla necessità di proteggere le vite umane e l’ambiente, enfatizzando l’importanza della pace e della cooperazione tra le nazioni. “Sotto il Gioco della Guerra” non è solo un’opera visiva, ma un invito all’azione. Voglio che questo pezzo d’arte diventi un simbolo di speranza e un baluardo contro l’inerzia di fronte alla violenza. La guerra deve essere combattuta con la penna e con il cuore, e l’arte è una delle armi più potenti a nostra disposizione.





