Francesco Impellizzeri

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NON SI FA, 2025

Gli oggetti che colleziono sono spesso messi in dialogo ed alcuni sono diventati soggetti delle mie opere.
Questa antica porcellana si è prestata a sottolineare l’azione descritta nell’incisione, tratta da un dipinto di Guido Reni.
Con la mia tipica cifra ironica ho instaurato la comunicazione e concepito il messaggio.
Anche un’arma bianca si colora di rosso quando l’azione è violenta.
Un testo dipinto con un font argentato ne evidenzia il concetto.
Una manciata di parole poste a seminare un proposito positivo, che può essere recepito anche attraverso un semplice sorriso.

E’ preponderante l’esigenza di comunicare un messaggio attraverso un’immagine, un segno, un gesto o un suono.
Nel corso degli anni i mezzi espressivi che ho utilizzato sono molteplici, ma il concetto insito nella mia ricerca è rimasto sempre lo stesso.
Attraverso un’immaginario ludico, sostenuto da una visione ironica, racconto la realtà con gli oggetti che mi circondano.
Metto in dialogo figure apparentemente mute ma che in realtà contengono i pensieri e la sapienza di chi le ha create.
S’instaurano così rapporti che viaggiano, travestiti di leggerezza, verso un pubblico pronto a cogliere vibranti note poetiche.
Quello che non si spegne è quindi il desiderio di far posare gli sguardi su qualcosa che possa scuotere, anche attraverso un sorriso, e far riflettere sulle posizioni da assumere nei riguardi di ciò che ci può devastare fino a interrompere la nostra energia vitale.

Francesco Impellizzeri (Trapani 1958)
Fin da ragazzo ha utilizzato pittura, musica e teatralità. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove oggi vive, dopo aver esposto e frequentato Madrid per circa 10 anni. La sua attività espositiva si sviluppa attraverso performance e mostre in spazi privati e pubblici.