Intensity Mapping
Una sopravvissuta, porta con sé una piccola gabbia contenente un simbolo (Calimero) di una
vita passata, in un contesto di desolazione. L’uso della maschera antigas, racconta i pericoli invisibili
come le armi chimiche e ciò che resta dopo ogni devastazione. La maschera nasconde l’identità della
persona nella perdita di umanità e rivela l’anonimato che la guerra impone a coloro che ne sono
coinvolti.
Il whormole rappresenta il viaggio attraverso il trauma e la devastazione della guerra, un percorso
oscuro e incerto, dove la luce dietro lascia sperare in una rinascita. I colori freddi e intensi creano
l’atmosfera di alienazione e isolamento, riflettendo la sensazione di vuoto e disperazione che
accompagna i conflitti.
La guerra lascia solo cicatrici profonde e i sopravvissuti ci ricordano quello che resta importante: la vita
stessa, l’umanità, anche nei momenti più bui.
Sono un artista generalista, vivo ed esprimo con il mezzo più appropriato per quel momento.
La macchina fotografica è stata la mia prima amica, con la quale ho imparato a stare nella realtà e a
guardare il mondo. Poi ho incontrato il teatro, che mi ha dato la consapevolezza del mio corpo. E la
scrittura è sempre stata lì, non ricordo un inizio.
Dal 1990 studio e lavoro sul corpo dell’attore-performer. In continua comunicazione tra performance e
diversi media, la creazione è una composizione di corpo, video, musica, fotografia e oggetti che
insieme raccontano una storia.
Ad oggi ho prodotto opere prime come regista e autrice e ho partecipato a diverse collaborazioni
teatrali e cinematografiche. Espongo a livello nazionale e internazionale in festival, gallerie e musei.





